20 anni di Sex and the City.

Carrie, Miranda, Samantha, Charlotte….
Io – come la maggior parte della classe ’89 – ci ho passato l’adolescenza a guardare e riguardare le 94 puntate di Sex and the City. La stessa cosa ho fatto con il numero 1 e 2 dei film e mi capita ancora a volte di riguardare qualcuna delle stagioni, giusto per darmi la motivazione di andare in discoteca, con una gonna di paillettes e una pelliccia finta e ordinare un Cosmopolitan o un Martini Dry. E sapete che c’è ? Che sono contenta che 20 anni fa la HBO abbia cominciato a mandare in onda questa serie, che il realizzatore Darren Star abbia avuto questo colpo di genio (oltre ad aver già sfornato 294 episodi di Beverly Hills 90210…).
Si possono dire tante cose sulla serie: che è volgare, peppia, sessocentrica e che ritrae le donne come assatanate di festa e shopping. Ma la realtà è che per la prima volta il piccolo schermo ha dato la possibilità alle ragazze di affrontare con la più grande libertà argomenti considerati tabù. Che tramite le storie raccontate abbiamo potuto vedere – e imparare – un sacco di cose. Per quanto stupido sia, a noi tutte è piaciuto sognare di avere il coraggio di indossare certi vestiti di giorno come di notte.
Ce lo ha insegnato Carrie che si può portare una camicia lunga e larga con un paio di tacchi a spillo (poi il fatto che noi ci romperemmo una caviglia in 4 punti facendolo, è un altro paio di maniche). É sicuramente a causa di Charlotte se a volte la nostra mente bighellona pensando a un anello di fidanzamento da 4 carati e un appartamento di 300 metri quadri per due. Ed è grazie a Miranda che ci siamo proiettate in pensieri e progetti di carriera sfrenata.
Può suonare stupido e superficiale, ma la realtà è che da ragazzine si è altamente influenzabili da quello che si guarda alla TV, si legge o si ascolta. E sebbene ci sia chi afferma che Sex and the City sia antifemminista e caricaturale, sono contenta di essere cresciuta sognando Aidan e Mr Big, e aver scampato l’epoca Kardashian. Perché si che c’è bisogno di serietà e di buona informazione, ma forse anche di momenti in cui ti lasci trasportare a New York da una sigla a base di trombette e pianoforte.

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: Pinterest, ©DR
Caterina
caterina.gro@gmail.com

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