Croazia. Acqua cristallina, fredda lungo la schiena

Un aereo, una breve tappa a Spalato, un traghetto e si arriva a Hvar, in questo porticciolo dove le barchette che trasportano turisti si ritrovano incastrate tra due yacht e un pilone.

É in questa isola croata che sono sbarcata nell’estate 2016, dove una cara amica mi ha proposto di raggiungerla per passare una settimana con lei e un gruppo di sue splendide amiche.
Una rivelazione, quest’isola dove ci si può andare per far festa, ma ci si possono pure portare i bambini (il luogo ideale dove mettere in atto il piano baby-sitter mentre papà e mamma si inebriano di mojito a bordo mare).
La prima volta che vedevo il mare così blu. Scuro, come la notte e freddo come quando da piccoli si faceva il bagno a Pasqua perché si era temerari e non si erano ancora sviluppati problemi digestivi. Quel tipo di mare in cui entri e non ti vedi più le dita dei piedi, ma la paura è spazzata via dalla bellezza del paesaggio che ti circonda. Perché il paesaggio che ti circonda ti da la  sensazione di essere più in montagna, che al mare.
E la gente, molto diretta e un po’ scorbutica, perché ci si deve ancora abituare a quest’orda di turisti che non si è ancora capito se piacciano o meno, e nel dubbio si rimane sempre civili ma un po’ schivi.
I piatti tipici, che nascono da influenze di luoghi diversi e mischiano terra e mare come se si dovesse essere certi di sopperire al fabbisogno di ogni componente nutrizionale.
E quella sensazione di fresco, che quell’acqua blu ti lascia lungo la schiena e sulle dita dei piedi.

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: LifeNaked

Caterina
caterina.gro@gmail.com

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