Gelato alla fragola e caldarroste in un cono di carta

Settembre. Il rientro, i vecchi amici e l’agenda nuova. Quella che ogni anno vuoi comprare della Moleskine e ogni anno ti rendi conto essere fuori budget. E che regolarmente viene soppiantata dal modello in promozione, sempre arancione o giallo canarino.

L’abbronzatura della tonalità perfetta, ottenuta durante estenuanti ore al sole perché “questa volta voglio una tinta uniforme davanti e dietro”. E il naso, le spalle e il braccio sinistro che iniziano un inesorabile spelamento allo scadere della settimana numero 1 di lavoro.

Come se la cartuccia ciano della stampante scarica e il bus incastrato nel traffico non fossero già abbastanza, per la settimana 1.

Autoconvincerti che settembre = autunno immediato e procedere a un meticoloso quanto inutile cambio armadi. Mettendo la lavanda nelle scatole e provando ogni singolo capo della stagione passata, anche se sai che ci saranno ancora 30 gradi per almeno 15 giorni.

Fare la lista delle buone risoluzioni, quelle severe.“Da domani sport almeno 2 giorni a settimana e yoga nel weekend. Carboidrati solo il sabato e si legge quantomeno un libro al mese. E i romanzi rosa non valgono, gli Harmony neppure” Quelle risoluzioni che nemmeno al primo dell’anno, per intenderci.

Quel venticello  serale che è già un po’ frizzante, ma che sta bene sulle gambe nude, i collant non ancora. Un gruppo di foglie rosso scuro a far capolino in mezzo a quelle verdi. Il plaid, per i piedi che cominciano a sentire il freddo, ma nessuno vuole ammetterlo e la coperta resta al fondo del letto.

Quel momento dell’anno in cui è normale aver voglia di gelato fragola e limone e caldarroste nel cono di carta allo stesso tempo.

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: Pinterest

Caterina
caterina.gro@gmail.com

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