Il pedone mattacchione. Driving in Florence.

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Firenze. Patria del Rinascimento. Luogo dove trovi la cupola di Brunelleschi, palazzo Pitti, un sacco di pelletteria di ogni sorta e colore venduta a ogni angolo.
Città d’arte e di cultura. In cui durante il ponte del 25 aprile si sono riversati i ¾ della popolazione mondiale, con diverse conseguenze.
Ad esempio, quando cerchi di combattere la tua crassa e grassa ignoranza ascoltando la guida che ti fa lo spiegone della storia di Santa Maria del Fiore, in realtà senti solo l’americano/a di fianco che, masticando i chewing-gum più grosso che tu abbai mai visto esclama :
“Wow! This is ABSOLUTELY amazing! Wonder if it’s original…. According to you it REALLY dates back to 1400??”
Oppure quando ti riversi negli Uffizi con altre 10.000 persone (ancora per tentare di scacciare quella obesa della tua ignoranza), invece del Caravaggio ti ritrovi a fissare per 5 minuti la schiera di cappellini da baseball blu che una comitiva di asiatici usa per riconoscersi.
E in quel momento pensi che per te e la tua famiglia avresti potuto fare delle t-shirt a sfondo verde con la scritta “Italian Style” a caratteri cubitali. Così, per darvi un tono di gruppo.
E poi c’è il momento migliore. Quello in cui decidi di andare “downtown” per cena, sabato sera, e per qualche strano e ancora inspiegato motivo decidi di andarci in auto. Con la tua auto. Non con un taxi, una bicicletta, un monopattino motorizzato o il teletrasporto. Eh no. Con la tua fedele automobile, che se solo sapesse dove hai intenzione di condurla si fonderebbe la batteria da sola mentre cerca di sgonfiarsi tutte e 4 le ruote contemporaneamente.
Fiduciosa e di ottimo umore pensando a quel kilo e mezzo di fiorentina che ti aspetta a tavola, parti saggiamente brandendo il navigatore come Marco Polo faceva con la bussola.
E fino a Firenze centro, va liscia come l’olio sulla Pappa al Pomodoro. Ma alle porte della città il tuo navigatore va in tilt. Non riconosce più i sensi unici (conseguenza, rischi 2 frontali), non vede le ZTL (conseguenza, ti ritrovi a fare dei retro marcia alla Toretto per non passare davanti alle telecamere). In tutto ciò incontri pericolosamente vicino al tuo paraurti una serie di quello che si definisce il “pedone in assetto vacanziero”.
Si tratta di esseri di sesso femminile e maschile e tendenzialmente di tutte le età che associano il periodo di vacanza a una Zona Pedonale Libera Generalizzata.
Senza preavviso e senza seguire schemi ben precisi, il “pedone vacanziero” si butta in mezzo al ciglio stradale apparendo dagli angoli più reconditi. Spesso spinge passeggini con giovanissimi trasportati, oppure è a capo di una lunghissima serpentina di turisti in gruppo.
C’è poi il “pedone vacanziero” più mattarello, quello che sta camminando sul marciapiede e improvvisamente fa un saltino giù e su. Hop-hop, un po’ come il coniglietto pasquale. Una mossetta di semi-danza-suicida alla Fred Astaire. Giusto il tempo di fare venire un infarto a te e rischiarsi le due caviglie.
Ed è così che tenti disperatamente di raggiungere il parcheggio sotterraneo più vicino. E per raggiungerlo ti destreggi tra ZTL, pedoni vari, sensi unici e imbonitori dei ristoranti che ti chiedono se per caso dopo aver parcheggiato andrai a cena da loro…
Molli il mezzo, ti maledici in almeno 14 lingue tra cui il latino e il greco antico (ormai quella grassa ignoranza l’hai fregata) e pensi solo alla fiorentina, e alla pappa al pomodoro, e alle patate tartufate!

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: Pinterest

Caterina
caterina.gro@gmail.com

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