Is it too hard to be a Princess?

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Chi di noi non si è mai immaginata vestita in “Cenerentolese” (prima che scocchi la mezzanotte), mentre balliamo un Valzer (con inspiegabile destrezza, ma questo nei sogni a occhi aperti è concesso) tra le braccia di un bel Principe Azzurro (ma anche verde o blu, che alla fine basta sia Principe)?
Tutte; minimo minimo fino ai 17 anni, quando poi una sana disillusione ha cominciato a rimpiazzare l’idea del principe a cavallo. Idea che è poi stata definitivamente soppiantata dalla sana consapevolezza che sempre e comunque è meglio non fidarsi. Figuriamoci poi di un fustacchione a cavallo, rischiosissimo.
Ciononostante una selezionatissima élite ce l’ha fatta; si è vista un Prince, ha deciso che sarebbe salita nelle stanze reali con tanto di diadema e scarpetta intarsiata, e ce l’ha fatta.
Se non che le intrepide figliuole una volta all’altare hanno cominciato a comprendere che insieme al Principe avrebbero dovuto adottare famiglia reale annessa ed etichette e lezioni di savoir-faire connessi.
Vi immaginate? Tu ti alzi la mattina, nelle tue lenzuola rosa cipria da Principessa, avvolta in una vestaglia della seta più scivolosa sul mercato, e invece di trovarti quel pezzo di manzo reale che hai conquistato poco tempo addietro, ti ritrovi una Maid dritta come un fuso e rigida come un palo che accennandoti un sorriso e porgendoti un cappuccino 0% fat comincia con una tiritera d’impegni che dovrai assolvere con un bel sorrisone stampato sulla faccia.
Al che tu un po’ piccata fai buon viso a cattiva Maid e ti sottoponi ai vari riti di vestizione, e ti ritrovi seduta a un tavolo imbandito di argenterie reali per una “colazione leggera” alla presenza di varie autorità, cercando disperatamente di non soffocare nel Tailleur azzurro pastello che Maid ha selezionato per l’occasione.
Sfinita, vorresti schiacciarti un pisolino magari guardando l’ultima puntata dell’ultima serie americana a cui ti sei appassionata, magari in un mini-cinema privato che si troverà sicuramente in qualche ala del castello. Ma dal momento che tale atteggiamento non si addice a una principessa, ti ritrovi delicatamente calata su una rigida poltrona Luigi XIV, con le caviglie incrociate mentre sfogli con leggiadria le pagine di un libro che è stato prima selezionato dalla Santa Inquisizione, poi da Severissima Maid. Insomma, nemmeno un bel vecchio Harmony in cui “il fremente Reginald brandì tra le sue possenti braccia l’inerme Giuditta, attraversata da un brivido d’intensa emozione”; ti becchi al massimo l’avvincente avventura dei “Tre Moschettieri”.
Quindi alla fine abbiamo ragione noi, comuni mortali, che abbiamo trasformato il Principe Azzurro sul cavallo bianco in un affascinante barbuto, con i capelli un po’ arruffati, gli occhi blu, e magari anche la moto.

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: Pinterest

Caterina
caterina.gro@gmail.com

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