Keep on walking…

Poco dopo aver compiuto 10 anni alla domanda “Quanti anni hai?” si rispondeva con uno spavaldo “Quasi 11“.
Tra i 20 e i 30 si continuava ad arrotondare per eccesso, ingegnoso metodo per uscire con ragazzi più grandi o entrare in discoteca più facilmente.
E poi gli enta arrivano, gli enti se ne vanno e niente veramente cambia perché la verità é che l’età è nella testa e conosco arzille 70enni come persone nate anziane.
L’unica cosa che che sembra veramente cambiare è la pressione sociale che viene recapitata per posta prioritaria alle nostre vite e le nostre ovaie. Scoccati i 30 anni comincia il giro di giudizi, che addita tutte coloro che non hanno un piano di carriera sicuro, un brillante al dito o il ventre pronto a produrre badilate di infanti. Per chi è single poi la situazione si fa ancora più complicata, si sussurrano infiniti “è tanto bella e cara ma non capiamo come mai non riesca a tenersi stretto un uomo“, manco “l’acchiappa il maschio” fosse uno sport nazionale.
Meglio mettersi al lavoro e trovare mariti finanzieri, congelatori per ovuli e cronometri che scandiscano forte e chiaro il ticchettio verso il baratro del ‘è troppo tardi‘.
Ma io oggi vorrei che ci ricordassimo tutte nella vita è solo camminando al proprio ritmo che si inciampa nelle cose giuste. E che la bellezza sta in ognuna di noi, in chi vuole ballare tutte le sere fino al sorgere del sole, in chi guarda il sole sorgere cullando suo figlio, in chi lascia tutto e tutti per rincorrere il lavoro dei sogni e in chi  viaggia per darsi il tempo di vedere e capire tante cose… Le cose giuste sono quelle che decidiamo per noi stesse, sono le scelte squisitamente soggettive, perché il mondo è davvero bello perché è vario.

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS:  Katherine Hanlon on Unsplash, Pexels
Caterina
caterina.gro@gmail.com

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