Palermo Mon Amour

Palermo è una di quelle città in cui di notte ci sono ancora 27 gradi, la gonna ti si incastra tra le chiappe e la camicetta ti si appiccica alla schiena. In poche ore si può approfittare di meraviglie, per gli occhi e per lo stomaco. I quattro canti, la piazza della vergogna (luogo di perdizione e mal costume, sul quale si dice che un pugno di suore determinate a mettere fine a tante zozzerie sia andata per vandalizzare la fontana ritraente donnine succinte), Santa Maria dello Spasimo, un trionfo architettonico a cielo aperto in cui tutti potrebbero correre e schiamazzare ma tutti si ritrovano a parlare sottovoce. I posti da vedere e odorare sono tanti, e diventano troppi e difficili da raggiungere mano a mano che si ingurgitano le mille più una leccornie locali. Sei giorni di permanenza e il tempo stringe, se si vuole (e si deve) assaggiare tutto il ritmo deve rimanere sostenuto. E allora via, si parte, pane con la milza panelle all’Antica Focacceria San Francesco, qualche stuzzichino, un pareo e un vaso che dovrebbe essere antico al Mercato del Capo, tre o meglio quattro pezzi di rosticceria ai Cuochini, il tutto accompagnato da un bel Chinotto fresco che in  qualche modo tutto il malloppo bisogna mandarlo giù.

E poi una macchina con un cappello di paglia, la protezione 30 e un po’ di kilometri. Perché noi non ci si ferma all’Isola delle Femmine ma ci si spinge più in là, fino a Scopello, dove al posto della spiaggia c’è una colata di cemento ma gli scogli e il mare blu sopperiscono alla nostalgia da pista di biglie. E una volta arrivati non si mangiano ghiaccioli e bevono limonate, ma si riparte a suon di sfincione e per chi ha il coraggio di un cannolo (di quelli farciti al momento, normale o “da viaggio”). La mattina dopo ci si sveglia, si salta su un treno e 42 minuti dopo si è a Cefalù, un paesino pieno zeppo di viuzzole e anfratti, dove il mare è azzurro e calmo, tanto che le onde fanno la spuma solo quando arrivano a riva. E in piazza, di fronte alla chiesa, ci si può sedere e dare il colpo di grazia al fegato e al buco della cintura ordinando la granita al limone con la brioche.

 

AUTHOR : Caterina Grosso
PHOTOS: LifeNaked

Caterina
caterina.gro@gmail.com

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